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Il Museo Nazionale di Pietrarsa
Oltre un secolo e mezzo di storia delle ferrovie italiane rivive nelle splendide officine di Pietrarsa, primo nucleo industriale del nostro paese, di molti anni precedente colossi quali la Breda, la Fiat e l’Ansaldo. Per un secolo, fino alla seconda guerra mondiale che ne segnò il declino, hanno svolto un ruolo fondamentale nell’industria ferroviaria italiana ottenendo anche ambiti riconoscimenti internazionali.
L’ultima vaporiera a lasciare le storiche officine fu la GR 640.088, il 2 dicembre 1975. Dopo la chiusura si decise di istituire il Museo Nazionale di Pietrarsa inaugurato nel 1989.
Il Museo si articola in padiglioni e settori.
Il padiglione A (ex montaggio) è senz’altro il più ricco di rotabili storici: vi è esposta la riproduzione del 1939 di uno dei primi convogli italiani, ancora in grado di funzionare, costituito dalla locomotiva Bayard del 1839, il suo tender, un bagagliaio, una carrozza di prima classe e due di terza. Vi spiccano, inoltre, molti altri esemplari di illustri e possenti vaporiere così come di piccole e brillanti locotender, insieme ai locomotori della trazione elettrica trifase, autentica gloria nazionale di inizio secolo.
Nel corpo di fabbrica dei padiglioni B e C, che in origine ospitava le caldarerie e i forni, sono in mostra carrozze (dall’antico vagone postale alla “centoporte”, fino alla “littorina”) e automotrici. Tra tutte risalta la carrozza n. 10 del Treno Presidenziale, costruita dalla Fiat nel 1928 per il treno reale. Notevole è il salone da pranzo con un tavolo decorato in mogano lungo otto metri e con ventisei posti a sedere: il soffitto è intarsiato con lamine d’oro e medaglioni con gli stemmi delle quattro repubbliche marinare.
I padiglioni D, E e F (ex reparto fucine, centro molle, tubi bollitori) ospitano, nell’ordine: cinque locomotive diesel, di cui la prima costruita da Ansaldo/Breda, a trasmissione idraulica, contribuì all’eliminazione della trazione a vapore su alcune linee; la Sala Cinema; macchinari e utensili delle antiche officine.
Il padiglione G, che in origine ospitava le tornerie, costituisce il nucleo più antico delle officine, perché costruito nel 1840. Detto “La Cattedrale”, è caratterizzato dalla grandiosità degli archi a sesto acuto che conferiscono all’ambiente un aspetto maestoso e spettacolare. All’interno sono conservati numerosi modelli di rotabili oltre a plastici e oggetti di grande interesse. Vi trovano posto anche le antiche rotaie a doppio fungo, poggianti sui dadi di pietra lavica che erano impiegati sulle antiche ferrovie prima che venissero adottate le più moderne traversine.
Il Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa è stato inaugurato il 7 ottobre 1989, in occasione del 150° anniversario delle ferrovie italiane. Era infatti il 1839 (il 3 ottobre) quando il primo treno che ha circolato nel territorio italiano percorse la tratta Napoli-Portici, trainato dalla locomotiva Vesuvio, progettata dall’ingegnere Armand Bayard de la Vingtrie su prototipo dell’inglese George Stephenson. Al viaggio inaugurale partecipò, con la corte al completo, Ferdinando II di Borbone.
Sotto l’aspetto più propriamente storico-architettonico è quanto mai adatto all’uso cui è stato destinato, trattandosi in origine delle antiche officine borboniche nate nel 1840 per volere di Ferdinando II di Borbone, in un’area prima chiamata “Pietra Bianca” e in seguito “Pietrarsa” dopo un’eruzione del Vesuvio che aveva portato la lava fino a quel punto della costa. Una statua (una delle più grandi realizzate in ghisa in Italia), posta nel piazzale del complesso, mostra re Ferdinando nell’atto di indicare il luogo dove costruire le prime officine ferroviarie delle Due Sicilie e dell’intera Penisola. Un’iscrizione ricorda che lo scopo del sovrano era di svincolare lo sviluppo tecnico e industriale del Regno dall’intelligenza straniera.
Allestito nel Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive - fondato da Ferdinando di Borbone nel 1840 - il museo si sviluppa in un’area di 36mila metri quadrati, di cui 14mila coperti.
Si tratta di uno dei più importanti centri di archeologia industriale del nostro Paese e polo nazionale di cultura ferroviaria: un viaggio nel tempo fra le locomotive e i treni che hanno unito l’Italia dal 1839 fino ai giorni nostri, la storia delle ferrovie italiane raccontata dalle macchine che uniscono in un viaggio ideale la prima locomotiva italiana, la Bayard, ai nuovi treni per l’alta velocità; una sede espositiva unica nel panorama nazionale, per la singolarità e ricchezza dei contenuti in mostra, nonché per l’assoluta affinità tra la storia delle sue architetture e la storia in essa raccontata.
La maestosità e, allo stesso tempo, la semplicità dell’allestimento unite al fascino dei mezzi storici e alla invidiabile location tra il Vesuvio e il mare, fanno del museo un luogo di attrazione sia per gli specialisti che per i giovani e, più in generale, per tutti gli appassionati di treni. Per tutto questo entra di diritto nel circuito dei principali musei ferroviari d’Europa.
Informazioni utili:
Apertura: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13.30.Prezzo del biglietto: intero 5 euro, ridotto 3,5 euro, gratuito per i minori di 6 anni, per gli over 65 e i portatori di handicap.
Visite guidate: sabato e la domenica su prenotazione telefonando al numero 081 472003 oppure scrivendo a museoferroviariodipietrarsa@ferservizi.it.
Agli stessi recapiti si può far riferimento per organizzare eventi e convegni negli i splendidi e singolari spazi del Museo nonché in sale attrezzate.
Documenti
Il Gruppo FS aderisce a Museimpresa, Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa promossa da Assolombarda e Confindustria.




